Ed ora via… al Tribunale dei Minori

Sono i primi giorni di agosto, e di buon ora siamo davanti all’ingresso del Tribunale dei Minori di Milano destinazione cancelleria adozioni. Tutti i documenti sono pronti, siamo decisi, depositeremo sia la disponibilità all’adozione nazionale che per quella internazionale!!!

Sono tesissimo: è il gran caldo di questi giorni milanesi o è la tensione a farmi sudare così?!? Non posso entrare in cancelleria così mal messo…aiutooooo!!! Guardo Dany, mi sorride, è così serena! Vederla così mi tranquillizza un po’…stiamo per andare a cambiare le nostre vite!!!

“Secondo piano, prima porta a destra (…questo è il cammino)” così il poliziotto all’ingresso ci indica la nostra nuova via; troviamo la porta della cancelleria adozioni, ci sediamo ad attendere ed al nostro fianco vi è un signore piuttosto attempato, lo salutiamo con un sorriso teso, io e Dany ci guardiamo, stiamo pensando la stessa cosa… “caspita, un po’ vecchio per adottare!”. Lui ci guarda ci sorride e come se ci avesse letto nel pensiero e ci dice “non preoccupatevi, sono solo un nonno adottivo”; eccoci abbiamo appena fatto la nostra prima gaffe ed al contempo capito come l’auto-ironia sia una grande risorsa del mondo delle famiglie adottive.

E’ il nostro turno, finalmente varchiamo la porta della Cancelleria, ci attende una stanca impiegata (stanca?! ma sono le 9 del mattino!) consegniamo tutti i moduli compilati… un timbro e via, la cartelletta si deposita in mezzo ad altre centinaia (speriamo non si perda!), ma noi siamo felici come se fosse l’unica presente, la più importante!!!. Il primo passo ufficiale è stato fatto, siamo genitori in pectore ed ora inizia la nostra lunga “dolce attesa”!!!

Le disponibilità…

Tanti pensieri, dubbi e speranze ci hanno fatto maturare l’idea che sarà stupendo avere un bimbo in adozione, un bimbo per cui essere genitori di cuore anziché di “pancia”.

Il travaglio del cuore è passato e la nostra scelta è maturata, ma dell’adozione non sappiamo ancora nulla e presto lo scopriremo…

“Ma sì, vedrai che al nostro bimbo basterà l’amore che possiamo offrirgli e tutto sarà facile per noi e per lui!”. Viviamo questa illusione (che poi  gli psicologi e gli assistenti sociali demoliranno) forse per mitigare le nostre paure.

Insomma ci ritroviamo a scaricare dal sito del Tribunale dei Minori di Milano tutta la documentazione necessaria per presentare ufficialmente la nostra disponibilità a diventare genitori adottivi.

Dati anagrafici  (questo è facile dovrei ricordarli), data del matrimonio (qui devo fare attenzione o Dany non mi perdonerà facilmente l’eventuale errore), reddito annuo (iniziano le telefonate al commercialista); sin qui tutto sembra scorrere facilmente ma arrivano i primi scogli a cui non abbiamo mai pensato ed immaginato e di cui mai abbiamo parlato… “le disponibilità”

Dobbiamo mettere nero su bianco su di uno sterile modulo quelle che sono le nostre disponibilità e come dovrà essere nostro figlio. Il Tribunale prevede che ora noi si dichiari l’età massima che potrà avere; se siamo disponibili ad adottare un bimbo di colore, con o senza rischio evolutivo; se siamo pronti per un bimbo figlio di genitori tossicodipendenti o alcolisti, con o senza disabilità; se siamo disponibili per bimbi maltrattati o abusati sessualmente, con o senza rischio giuridico (ma che cos’è?!?)… aiutooooo!!!! Continua a leggere

…e se adottassimo un bimbo?

Cinque anni fa decidemmo che fosse giunto il momento di completare la nostra famiglia… naturalmente davamo per scontata la possibilità di avere un figlio, quasi ‘a comando’, secondo i nostri tempi e desideri…

Come potete ben immaginare questo non avvenne, ed allora ebbe inizio un’interminabile serie di esami, di terapie e di tanti tanti… fallimenti!

Se ripenso a quei giorni, così lontani (ma al contempo così vicini), sento ancora le lacrime rigarmi il viso e il vuoto riempire il mio cuore. Mese dopo mese sia io che Daniela abbiamo rischiato di essere travolti da un gorgo di crisi personali e periodi bui, di silenzi e di profonda tristezza. La nostra forza è stata quella di riuscire a restare sempre vicini, di sostenerci a vicenda per risollevarci anche nei momenti più difficili. Per chi non vi è passato tutto ciò può apparire un’esagerazione, forse una forzatura a fronte dei mille problemi “più seri” che potrebbe riservare la vita, ma per noi è stata davvero dura: non per nulla gli psicologi definiscono il superamento di queste crisi dovute all’impossibilità di avere figli biologici come “l’elaborazione del lutto”.

Per la nostra elaborazione è stato fondamentale ripensare ai tanti progetti fatti da “giovani”, mentre lentamente maturava in noi un’idea, un sogno sino a quando arriva il giorno che ricorderò per sempre…

…eravamo seduti in spiaggia in riva al lago e mi sono girato a guardare Daniela negli occhi dicendole: “ma perché non adottiamo un bimbo?!?”

Sono bastati pochi istanti ed uno stupendo sorriso le ha illuminato il viso, allontanando da noi la tristezza degli anni precedenti per lasciare il posto alla speranza del nostro nuovo progetto!